Arezzo Wave, un piccolo reportage scritto dagli amici di Beta Bar

Giovedì, 19 Luglio 2012 22:15

Riportiamo un piccolo report di quanto visto e dell'esperienza vissuta dagli amici di Beta Bar


AREZZO WAVE feat BETA BAR:

QUESTA SI CHE E’ MUSICA!

 

Mito della generazione precedente la nostra. Quando viene rievocato quel nome gli occhi di chi lo ha vissuto si illuminano, i volti si rivitalizzano, i ricordi riaffiorano con forza, vibranti, piacevoli, nostalgici. Gli aneddoti ascoltati ti danno la sensazione di aver perso qualcosa di unico facendoti quasi maledire di essere nato troppo tardi, anche se tu stesso ovviamente non hai avuto il potere di deciderlo. 

Arezzo Wave è tornato a casa dopo alcuni anni di girovagare sotto le vesti di Italia Wave, emigrato per una somma di fattori che sarebbe inutile star qui ad analizzare. Il viaggio di ritorno è stato tortuoso ed ha visto più volte la macchina organizzativa in procinto di spegnere il motore, a causa di finanziamenti non faraonici come quelli di un tempo e necessari a far ripartire un evento di così grande portata. Per tornare è stato necessario richiedere un sacrificio economico ai partecipanti, riducendo per questo il numero di biglietti staccati. Mossa indispensabile per segnare un buon punto di ripartenza, una prima pietra posata per ridare vita ad un ciclo che speriamo possa essere luminoso e duraturo.

La collaborazione con la nostra, in confronto, piccola realtà è cominciata quattro mesi prima del via alla manifestazione (12-15 luglio), incontri che hanno portato all’inserimento del BB in una macchina organizzativa professionistica come quella della Fondazione Arezzo Wave. Le nostre forze sono state disposte su più fronti, permettendoci di apprendere da una struttura più datata e robusta, almeno in parte, i trucchi del mestiere. Questo inedito connubio si è celebrato grazie alla costanza ed alla disponibilità di Simone Butti e Marco Bronzi, quest’ultimo divenuto anche responsabile dell’area social media marketing di Arezzo Wave. Il primo incontro ufficiale è avvenuto il 19 maggio 2012, quando il Direttore Artistico del Festival Mauro Valenti è venuto a trovarci a Terranuova. Una serata di presentazione e musica nella quale i loghi della manifestazione e di BB 2.0 sono stati accostati per la prima volta. Un altro nostro piccolo motivo di orgoglio e di soddisfazione è sorto dalla presenza di Arno Wave, un concerto di Giovanni Lindo Ferratti tenutosi a Ponte a Buriano all’alba di domenica mattina (grazie anche al prezioso contributo di IdeAzione ed Alcedo).

 

L’elemento che più ha segnato noi ragazzi della Casa del Domani e che più di altri ci ha messo in risalto agli occhi del pubblico è stata la quotidiana presenza ad uno dei due stand principali di beverage & food all’interno dello Stadio Comunale di Arezzo, area principe del Festival dedicata ai concerti di grandi artisti come Caparezza, Nina Zilli, Malika Ayane, i Crookers e la Bandabardò, oltre a giovani band emergenti che hanno aperto con entusiasmo e grinta ognuna delle quattro serate di Arezzo Wave. 

DA DIETRO IL BANCONE

Sono le due di notte di domenica sera e la Bandabardò ha finito di deliziare la folla festante da una mezz’ora abbondante. Come sempre tra rimettere a posto, pulire, scattare qualche foto e chiudere la serata con quattro risate, siamo gli ultimi a lasciare lo Stadio Comunale di Arezzo. Allo stand che abbiamo occupato per l’intera manifestazione arrivano gli addetti ai lavori del Festival a controllare che tutto sia a posto, facendo particolare attenzione alla merce non consumata da restituire ai fornitori. Benché molti di noi, sottoscritto compreso, fossero alla prima esperienza di tal genere, la buona volontà, la voglia di imparare ed un gran gioco di squadra ci hanno permesso di svolgere dignitosamente ogni mansione a cui eravamo chiamati ad adempiere. Ed ecco che uno degli operatori, non più giovanissimo e con la fede al dito, nel mentre sistemavo stanco ma felice le scatole degli scontrini sul tavolo, si è avvicinato e mi ha sussurrato: “Noi abbiamo fatto il nostro tempo. I nostri Arezzo Wave sarebbero dovuti finire da tempo, non abbiamo più il vostro spirito, nonostante l’impegno. Avete fatto un lavoro magnifico, largo a voi giovani…” Penso proprio che il termine “spirito” sia in grado da solo di riassumere questi quattro giorni di un lavoro che, già piacevole e gratificante di suo, abbiamo trasformato in gioco e divertimento, pur mantenendo la dovuta serietà ed un certo rigore richiesti legittimamente dall’organizzazione. Non si tratta di mera autocelebrazione o di pubblicità subliminale ma, dando a Cesare quel che è di Cesare, dobbiamo riconoscere che la nostra area transennata emanava una vitalità non presente nelle altre zone, una leggerezza che all’esterno è piaciuta. Ha fatto breccia nel cuore di molti fedelissimi perché anche un “no” alla richiesta di una birra gratuita, accompagnato da una battuta, diveniva motivo di riso, perché alla fine di ogni concerto le bottiglie d’acqua da consegnare ai clienti sostituivano i palloni da basket come vittime per numeri d’alta scuola, perché un wurstel per l’hot dog volava sulla piastra come se sotto avesse avuto un tappeto elastico, perché ad ogni momento di sosta nascevano danze e cori che accompagnavano le note provenienti dal palco. Gesti e modi di fare che vanno al di là della semplice vendita e che, in un periodo nero come questo, riescono ad ammortizzare e rendere meno amara un’uscita economica. Volti sereni e spensierati al di là dello stand che hanno generato in ognuno di noi una soddisfazione che è valsa più di qualsiasi rimborso. Il prezzo di un’esperienza come questa è inestimabile e siamo fieri di averla vissuta a pieno, imparando molto da un mondo fin’ora inesplorato.

Per il momento la nostra collaborazione con lo staff di Arezzo Wave è terminata. I rapporti sono comunque ottimi e chissà che un giorno non ci possiate vedere protagonisti di un’altra splendida avventura com’è stata quella appena conclusa. Tramite queste poche righe l’intero staff della “quattro giorni” in terra aretina ringrazia e saluta tutti coloro che con noi hanno condiviso qualcosa di questo affascinante viaggio e consiglia a tutti, ad ogni livello ed in ogni settore, dal mondo del lavoro a quello dello sport, di rileggere le parole sopra riportate pronunciate da quell’addetto di Arezzo Wave che ha capito come funziona il mondo. O come, più precisamente, dovrebbe funzionare…

Claudio Cucciatti

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